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L’umanità di Ferdinando Imposimato

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“Al massimo oggi vengono 27 persone. Ormai ho un certo occhio…”.
“Non date retta a mio marito: ha sempre voglia di scherzare!”.

Erano le 9 e mezzo di sabato 1 ottobre 2016, e in una Sala Grande del Comune semi deserta Ferdinando Imposimato si presentava così a noi del M5S di Osimo, scherzando sulla riuscita dell’evento che si sarebbe tenuto di lì a poco. Capimmo in un momento che quella grande persona, praticamente un pezzo di Storia del nostro Paese, uno dei più eccezionali servitori dello Stato in qualità di giudice istruttore dei più importanti processi contro la criminalità organizzata e il terrorismo, aveva anche una grande umanità e simpatia. Coi suoi 80 anni era salito sulle scale del Palazzo Comunale quasi di corsa, sorprendendoci per la sua vitalità, ma quello non era niente in confronto al fervore e all’entusiasmo con cui avrebbe poco dopo incantato il pubblico durante la conferenza.

Ovviamente Imposimato con le sue previsioni, si sbagliava. E si sbagliava di grosso, perché piano piano, nel corso dei minuti, la Sala Grande ha cominciato a riempirsi fino a straripare. Molte persone sono state costrette a rimanere in piedi, altre addirittura non sono riuscite ad entrare e si sono dovute accontentare di ascoltare il Presidente Imposimato dall’ingresso adiacente.

Il NO alla riforma (in)costituzionale, come l’ha definita Imposimato, non è una semplice opinione da esprimere, ma è un dovere civico in difesa dei diritti e della sovranità del popolo italiano. Questa riforma – scritta fuori dal Parlamento, imposta dal Governo e non concertata con le minoranze – è stata condizionata, (ma forse addirittura dettata), dalle pressioni dei poteri forti nazionali e internazionali, come ha spiegato molto bene lo stesso Imposimato. L’obiettivo principale è un pericoloso accentramento del potere nelle mani del premier con cui viene destabilizzato l’assetto del nostro sistema istituzionale, distruggendo gli equilibri e i contrappesi che garantiscono la nostra democrazia. Un messaggio che il pubblico ha compreso pienamente e di cui si farà portavoce tra parenti, amici e conoscenti, per diffondere la verità su questa operazione voluta fortissimamente da Renzi, Boschi, Verdini (e anche Berlusconi, seppur ufficialmente dichiari il contrario). Il passaparola resta l’ultima arma dei cittadini per squarciare la disinformazione di un sistema mediatico completamente asservito al Governo.

Dopo la conferenza, abbiamo avuto il piacere di ospitare i coniugi Imposimato a pranzo, dove l’allegria partenopea del Presidente si alternava alle sue riflessioni sulla politica contemporanea e al racconto di testimonianze ed aneddoti sui principali processi di cui era stato istruttore, dal processo Moro a quello a Sindona, a quello alla banda della Magliana. Imposimato ha pagato a caro prezzo la sua onestà e il suo coraggio: nel 1983 la camorra assassinò suo fratello Franco per una vendetta trasversale. La Signora Imposimato ci ha raccontato il dramma di quel periodo della loro vita, con la paura per le figlie ancora piccole, la scorta giorno e notte, e l’angoscia continua.

Ed è proprio lì che abbiamo capito che i coniugi Imposimato sono due persone splendide. Arrivare a quei livelli nella magistratura per qualcuno avrebbe potuto essere un punto di arrivo. A qualcuno sarebbe bastato sedersi su quella poltrona e dire tra sé e sé: “Perché correre pericoli? Ho un ottimo stipendio, sono servito e riverito. Che voglio di più?”. Ma non è stato così per Ferdinando Imposimato che non ha mai smesso di mettersi al servizio della verità. Ieri istruendo coraggiosamente i più importanti processi della nostra Storia repubblicana, oggi girando instancabile in tutta Italia portando la sua testimonianza per il NO al Referendum costituzionale, onorando in questo percorso anche la città di Osimo della sua prestigiosa presenza.

Movimento 5 Stelle

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