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L’incontro sui ritrovamenti archeologici: un grande esempio di democrazia partecipativa

La massiccia presenza di cittadini all’incontro pubblico sui ritrovamenti archeologici, che si è svolto venerdì 18 presso la sala Astea, rivela la chiara volontà della popolazione osimana di partecipare attivamente alle scelte politiche del proprio comune; questo non fa che confermare la forza del principio di democrazia partecipativa, sul quale il Movimento 5 Stelle ha costruito, sta costruendo e costruirà la propria ragione di esistere e la propria forza di cambiamento.

Gli interessanti e appassionati interventi dei relatori, verso i quali va il ringraziamento e l’apprezzamento da parte del Movimento 5 Stelle Osimo, rivela quanto siano importanti e, sotto certi aspetti, unici i ritrovamenti rinvenuti nell’area dell’ex consorzio, sulla quale si è deciso, con atto unilaterale da parte di questa Amministrazione comunale, di autorizzare il proprietario Simonetti a costruire un inutile e dannoso parco commerciale. Inutile perché ce ne sono già abbastanza, dannoso perché provocherebbe un’ulteriore crisi di vendite sia a quelli già esistenti, sia a se stesso. Si ricorda al Sindaco, o chi per lui, che gli Osimani prima di spendere devono guadagnare. Se la crisi economica che sta provocando disoccupazione di massa produce automaticamente sottoconsumo, l’apertura di un ulteriore centro commerciale non crea altro che un’illusione occupazionale.

Per non parlare delle soluzioni proposte ai fini della fruibilità del patrimonio pubblico ritrovato, che consiste nell’allestimento di una pavimentazione a vetro e di alcuni pannelli illustrativi, che si confonderebbero tra le vetrine dei negozi; una decontestualizzazione che, di fatto, sminuirebbe l’importanza storica e culturale dei ritrovamenti.

Al contrario, si ritiene opportuno potenziare l’area archeologica mediante un’operazione sinergica tra le varie associazioni presenti sul territorio, le quali, come Archeoclub e Italia Nostra, si renderebbero disponibili a sviluppare un piano di valorizzazione, che contribuirebbe ad alimentare quel circolo virtuoso di cui la cultura e il patrimonio storico-artistico sono gli architravi. E se è vero che da ogni euro investito nella cultura, come dimostrato da studi di ricerca, se ne ricavano 2,50 (con un guadagno percentuale del 150%), ciò significa che questa dovrebbe essere una delle poche vie da percorrere per combattere la piaga della disoccupazione, nello specifico quella intellettuale e giovanile, valorizzando oltretutto i propri beni culturali.

Ma tutto questo il Sindaco non ha avuto modo di spiegarlo all’incontro, perché non si è presentato; mentre ha ritenuto opportuno esibirsi di fronte alle telecamere del Tg2, uno spazio televisivo in cui nessuno gli ha posto le questioni che, invece, i tanti presenti all’incontro pubblico gli avrebbero presentato. Un ulteriore esempio di libera interpretazione del concetto di democrazia, molto distante da quello del Movimento 5 Stelle.

Perché quest’Amministrazione comunale sapeva, e comunque doveva sapere, che in quell’area c’erano dei reperti archeologici, essendoci notizie a riguardo già dagli anni Trenta, e, quindi, non doveva permettere di privatizzare, ossia privare di un bene comune la cittadinanza.

Ma questo modo di concepire la democrazia non meraviglia il Movimento 5 Stelle Osimo, come pure non meravigliano i cittadini presenti che hanno riempito la sala, i quali hanno capito ormai che è meglio tallonare questa maggioranza politica, il cui unico scopo è incamerare oneri di urbanizzazione, imposte e tasse.

Osimo 5 Stelle 

Le dimensioni della chiesa paleocristiana e dell’area dei reperti.
Immagine di gentile concessione di “Salviamo la storia di Osimo” http://salviamolastoriadiosimo.altervista.org/”

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